dal Resto del Carlino del 22 agosto 2014

dal Resto del Carlino 22 agosto 2014

dal Resto del Carlino .2 parte.22 agosto 2014

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SABATO 26 LUGLIO, ore 18.00 Piazza della Repubblica di Urbino, MANIFESTAZIONE contro IL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE

Volantino Palestina Urbino

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I SOSTENITORI DI SINISTRA PER URBINO/AGORA’

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Venerdì 32 Maggio 2014 – Il Libro di Manuel De Sica/MIRACOLO A MILANO di Vittorio De Sica

volantino con logo

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PROSPETTO ENTRATE E USCITE AL 20.5.2014

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PROGETTO: “RIPOPOLIAMO LA CITTÀ”

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PROGETTO: “STANZIALITÀ DEL TURISMO”

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Comunicato

A una settimana dal voto, come consuetudine, la campagna elettorale si indurisce. Se le polemiche si fanno più aspre e gli avversari diventano nemici, c’è anche chi ricorre a chirurgiche rimozioni dei manifesti di “Sinistra per Urbino-Agorà”. Ma forse è meglio così: il nostro candidato a sindaco Gualtiero De Santi è conosciuto per la sua onestà e competenza politica e culturale e non ha bisogno di esibire la sua faccia come gli altri candidati. Facce di plastica, patinate, liftate, miracolosamente ringiovanite, forse confidando che per vie subliminali la freschezza della stampa riconduca ad una sorta di verginità politica.

Il PD di “fratelli e coltelli” è in confusione, disunito, smarrito, con il suo segretario che più mugugna di unità e discontinuità e meno appare credibile. Per la prima volta teme di perdere il controllo di un bel pezzo dell’elettorato tradizionale e di non farcela al primo  turno. I suoi alleati, SEL, Sinistra in Comune, PSI e Scelta civica sono poco quasi inesistenti sul territorio e poco credibili e quindi ha già la testa al ballottaggio sperando in un rimescolamento delle carte o di freschi portatori di sangue con cui contrattare un pezzo di potere. Forse gli stessi Verdi, se Gambini non otterrà un successo al primo turno, o Crespini che ha più di una sponda dentro il PD.

L’invincibile armata di Gambini è supportata dalle follie di Sgarbi e dei suoi tredici comandamenti che sembrano alludere ad altrettante lucrose future consulenze senza rischio di conflitti d’interesse, una possibile spiegazione dei suoi dinieghi a candidarsi a sindaco prima  e  ad assessore poi. Ma su di lui contano i Verdi carrabisti  per eleggere almeno un consigliere e passare all’incasso. Lo spregiudicato Carrabs pensa già alle regionali del prossimo anno e la sua rottura ad Urbino con il PD e  il centro sinistra potrebbe significare che ha fatto la scelta di costituire una sponda per Spacca che incontra i dinieghi piddini ad un suo terzo mandato in Regione. Alla ballerina presidenza dell’ASSAM, un ente che doveva già essere stato soppresso, preferirebbe un assessorato per avere più potere e visibilità ed anche una migliore retribuzione rispetto  a quella attuale pari a 76.545 euro lorde all’anno più il rimborso spese (Deliberazione della Giunta reg. n.19 del 17/01/2011).

Gambini, poi, è l’espressione di diverse contraddizioni. Dice di essere di sinistra ma si allea con la destra  meno presentabile di area berlusconiana, che annovera la signora del “triplete” Elisabetta Foschi che, senza pudore siede contemporaneamente in Consiglio comunale, provinciale e regionale, un vero record,  e di quella erede del fascismo come “Fratelli d’Italia”. Gli va riconosciuto il merito di essere un imprenditore di successo, ma come mai non si è accorto a suo tempo della insostenibilità dell’ecomostro di S.Lucia di cui ora si rammarica  ammettendo di essersi sbagliato? E’ d’accordo con Sgarbi che vuole farlo saltare con la dinamite o continua ad essere d’accordo con i Verdi, di cui è alleato, che invece votarono a favore del progetto? Insomma, come si vede le contraddizioni sono molte e concrete.

Crespini, intanto, sull’onda di un protagonismo dai connotati populistici e demagogici, con cui vuole far dimenticare le sue responsabilità di amministratore per la decadenza di Urbino, si dice che inviti anche i suoi ad adottare il voto disgiunto perché solo lei deve essere al centro di tutto nel mentre straparla di “regime”, che in settant’anni avrebbe in “modo arrogante” allevato solo dei “clienti”. Ma lei dov’era? Parla di “poker” e di “jolly” da giocare in caso di ballottaggio, ma alla fine accetterà una poltrona dal vincitore qualunque esso sia perché solo questo le interessa. E così ai suoi “sedici cittadini” candidati, che eroicamente si battono contro Muci e Gambini, chiede di non darsi troppo da fare per prendere preferenze.

Piuttosto in ombra Demitri che ripete all’infinito le sue proposte di mostre d’arte senza un vero progetto complessivo utile per la città e senza una comprensibile direzione strategica.

Di “Sinistra  in comune”,  almeno sono chiari gli obiettivi, andare in Comune, appunto, anche perdendo la faccia. Ha sostituito il suo recente passato di nobiltà politica (RC) con il festival dell’ “erba murella” e dall’ “urbinosa”. Veramente geniale!

Il PSI si presenta per la prima volta senza una propria lista limitandosi a candidare in quella del PD l’eterno signore delle preferenze Spalacci che si candida per la quarta volta con l’obiettivo di portare in dote al suo partito un assessorato. Una campagna elettorale quella socialista, mai vista prima, tutta appiattita sul PD e Muci senza programmi, senza progetti. L’unico bagliore, si fa per dire, la venuta di Nencini segretario nazionale del PSI e vice-ministro alle infrastrutture che, molto all’antica, è venuto a promettere, come facevano una volta i notabili democristiani, il completamento della Fano-Grosseto Figuriamoci!

Intanto i big non badano a spese tra “apericena”, parola terribile, banchetti elettorali e mega manifesti, per un periodo esposti anche illegalmente. Dicono che Gambini spenda 200 euro al giorno per il furgone che porta a spasso la sua immagine sorridente e rassicurante.

Da parte nostra le campagna elettorale è tutta autofinanziata e abbiamo messo in rete la  nostra contabilità elettorale. E gli altri? Chiediamo ai cittadini di darci fiducia perché rappresentiamo l’unica vera alternativa al PD e, comunque vada, continueremo  dall’opposizione, in Consiglio comunale e/o sul territorio, a contrastare tutte le scelte disastrose di una classe dirigente inetta, supponente e arrogante.

Sinistra per Urbino/Agorà

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Comunicato: Bruno Malerba “Gambini e la grande leggerezza”

LA GRANDE LEGGEREZZA

Dice Gambini “.. da Consigliere di maggioranza  PD ho dato il mio voto di assenso  all’edificazione dell’Ecomostro di  s. Lucia. E’ stato un errore”. Un errore da 25 milioni di euro. Una leggerezza. Mi chiedo se da imprenditore quale si definisce ,  avrebbe con altrettanta leggerezza votato un investimento di tale importo  nella sua azienda. Il denaro degli altri, quello pubblico in particolare, dà sempre leggerezza. Dice Gambini “ la discarica di Cà Lucio è un disastro ambientale.” Nel contempo usa il territorio, per ragioni di profitto, disseminandolo  intorno e dappertutto di  specchi voltaici a terra a tutto danno e sfregio del l’ambiente.  Essere ambientalisti è una vocazione interiore. Che vive di una sua interezza. Senza incoerenze lucrose.  Altra leggerezza. Dice ancora Gambini “ sono del PD, sono di sinistra ma sono il candidato del centro destra”. E da uomo di sinistra, chiama Gasparri a rappresentarlo. A dargli voce. Gambini, con la sua voluttà sorniona vuole conquistare tutti ad ogni costo. Senza alcun soffio di turbamento imbastisce relazioni insidiose, plurali ed immensamente diverse. Usando perfide mediazioni e tramiti, fino a Gasparri.   Altra leggera leggerezza. Destra e sinistra per Gambini, sono retaggi ideologici non più spendibili,  poco funzionali. Sono ormai, epitaffi  descrittivi  e non vincolanti di appartenenza, che non marcano una identità profonda. Per lui, non sono più visioni del mondo ancora attuali. Gambini è uomo d’impresa, pragmatico. Per questo chiama Gasparri, che conosce bene i problemi di Urbino, li vive quotidianamente, e sa sicuramente come risolverli. Gasparri è uomo pratico. Non schierato.  Progetterà insieme a Gambini, una città giusta,  dentro una idea di progresso anziché di una conservazione reazionaria . Insieme a lui, Gambini uomo di sinistra,  si adagerà placidamente a vivere l’ebbrezza imbarazzante del crinale,  tra diversità pesanti, incompatibili tra loro. Sembrano  veramente “ la grande leggerezza”.  Ma alla fine dentro questa ambiguità, vorrei capire,  l’acqua dovrà essere pubblica o privata, la scuola pubblica o privata, Gambini l’ambiente sarà ancora un bene comune? Perché Gasparri ha idee precise in merito. Mi viene il sospetto , che Gambini  sia la controfigura dilatata ed inoperosa di quella vaghezza tutta PD aristocratica ed ambigua,  che abbiamo conosciuto. Il suo prolungamento insano ed attivo . Perchè anche il Pd diceva di essere di sinistra, di essere radicato nel territorio, di prestare attenzione al “merito” , di rispettare l’ambiente,  con un dire sordo , vicino allo stridore, tipico di  quei rivenditori di piazza, che tra frastuoni e clangori, riescono malamente a turbare appena il silenzio.

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Comunicato: progetto moda

SINISTRA per URBINO – AGORÀ

PROGETTO MODA URBINO

Il Progetto sulla Moda, che potrebbe in fatto configurare posti di lavoro e nuove figure professionali, si basa su una sinergia intelligente tra stilisti famosi o emergenti,  Comunità Europea ed Enti pubblici (in primis Comune e Regione) e ovviamente  la nostra città, in grado di essere un palcoscenico colto e suggestivo, e largamente appetibile,  per  manifestazioni e sfilate nazionali e internazionali. La Moda a cui pensiamo, appartiene ovviamente al sistema del Made in Italy, che coinvolge non solo sartorie e ateliers, ma anche il campo degli Accessori, della Pelletteria, delle Calzature, dei Tessuti e degli Articoli Sportivi, dei Gioielli e dei Bijoux. Si tratta di creare corsi in collaborazione con i nostri stilisti con programmi atti a formare giovani che possano velocemente inserirsi nel mondo del lavoro in ulteriori discipline sempre legate al Piano. Tali la Progettazione grafica, la Modellistica, l’Innovazione tecnologica, la Fotografia, l’Artigianato, il Giornalismo, la Scenografia, il Cinema ecc. Tutti ambiti ruotanti attorno al sistema centrale e idonei proprio ad utilizzare giovani formatisi ad Urbino, nelle Scuole d’Arte e all’Università, anche nei settori cosiddetti umanistici. E si tratta di dedicare spazi a proposte che possano favorire un approccio al mondo del lavoro in un quadro di valorizzazione delle competenze culturali e della creatività (che diremmo prerogativa dei nostri giovani e di tanti insegnanti e professionisti urbinati). Il Progetto Moda deve insomma coinvolgere Urbino e restituire impulso e vitalità al nostro Centro storico, anche attraverso l’artigianato, le botteghe specializzate e il richiamo turistico che esso indubitabilmente saprà esercitare. Non si tratta di un Corso o Progetto universitari, ma di una struttura cui l’Ente Pubblico potrebbe dar vita e per il cui sostentamento si può ragionevolmente far leva soprattutto sul contributo economico delle Aziende e degli Stilisti interessati, sui fondi Europei e sui contributi regionali.

DIAMO LAVORO AI NOSTRI GIOVANI

IMMAGINIAMO E CREIAMO NUOVE OPPORTUNITÀ PER TUTTI !

 

 

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